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Giornale on line registrato al Tribunale di Pavia n. 2/2016

CANELLI - Cristiano "Lupo" Carillo da sabato in mostra alla Fuoco e Colore con "Latitante"

Foto CANELLI - Cristiano

INTERVISTE

Due eventi in uno. Cristiano Carillo in arte Lupo fa il bis alla Fuoco e Colore Contemporary Art Gallery di Canelli con un workshop dedicato alla regia ed una personale che inaugura il prossimo sabato dalle 16.30. Il suo è un mondo coloratissimo, molto legato all’animazione e soprattutto al digitale. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e sentite cosa ci ha raccontato…
Ciao Cristiano, piacere di averti qui con noi… Iniziamo subito: sui social ti troviamo come Sketch Lupo… come mai questo nome d’arte?
La parola “sketch” l’ho scelta principalmente per ricordare la fase iniziale del disegno. Il mio vero nome d’arte è solo Lupo: il lupo è il mio spirito guida, è un animale che ho iniziato ad amare tempo fa. Ho avuto una fase in cui scrivevo poesie e canzoni che avevano questo animale che mi seguiva un po’ in tutti i testi. Mi sento affine a lui: ho un carattere protettivo nei confronti delle persone a cui sono legato e… ho anche un lupo tatuato sul braccio (sorride n.d.r.)
Parlaci un po’ di te e del tuo percorso artistico…
Disegno da una vita: già in prima elementare abbozzavo animali realistici a matita e mi divertivo a creare dei piccoli personaggi. Spesso dicevo alle mie maestre che avrei fatto il liceo artistico ma loro mi rispondevano sempre di stare a vedere il futuro cosa mi avrebbe riservato… e alla fine… ho studiato all’artistico. Quando hai un dono devi cercare di sfruttarlo e soprattutto se questo dono diventa una passione bisogna lottare per farlo crescere. Ho studiato architettura: in quel momento avevo una crisi creativa e questa disciplina mi ha insegnato cose più tecniche come ad esempio la prospettiva che poi ho potuto applicare nei miei lavori successivi. Mi ha permesso inoltre di misurarmi con il digitale e i software: avevo sempre disegnato su carta e ho iniziato ad esplorare una nuova dimensione. Dopo ho frequentato per due anni il Dams ma lì era tutto più teorico e non disegnavo molto. In quel periodo avevo perso la passione per il disegno, cosa che ho poi recuperato nel tempo libero, grazie al sostegno di amici, famiglia ed affetti; secondo loro quando creo ho proprio un’altra espressione. Ho ricominciato così a disegnare e ho deciso di abbandonare l’università, cosa che in futuro spero di riprendere perché c’era un ambiente molto stimolante ma al lato pratico non c’era nessuna disciplina di disegno (il Dams è molto concentrato sul cinema e sul teatro dal punto di vista teorico). Volevo approfondire il cinema ma disegnando. Mi sono iscritto quindi alla Scuola Internazionale di Comics di Torino nel corso di animazione 2d. Le prime lezioni sono state una vera rivelazione: avevo già passione per il cinema e lo avevo già studiato dal punto di vista teorico ma adesso posso mescolare la tecnica con il disegno e credo proprio di aver trovato la mia strada. Anche dal punto di vista artistico ho “lasciato” la carta e mi sono spostato sul digitale, su applicazioni e su software dove realizzo praticamente tutti i miei lavori.
Guardando i tuoi social vedo moltissime opere che hanno un comune denominatore: i colori molto saturi e pieni…
Disegno su applicazioni che sono molto conosciute nel campo della digital art che mi permettono di realizzare le opere come desidero. I colori sono una scelta del tutto personale e stilistica. Il digitale permette di ricreare il mezzo tradizionale con effetti sempre più realistici (anche se un pochino la differenza si vede): ad esempio si possono regolare le luci, si può togliere l’opacità al colore, creare ombre… Il digitale può essere spinto al massimo oppure, come ho scelto di fare io, utilizzare il mezzo tecnologico lasciando un tratto sporco. Unire il massimo che ti può dare il digitale ad un residuale tradizionale, ad esempio ricreando sfondi verosimili con lo “sporco” che potrebbe avere un dipinto.
I tuoi lavori sono colmi di personaggi provenienti da mondi fantastici… da dove prendi ispirazione?
Sicuramente c’è molta creatività e inventiva personale ma esiste anche quella che tecnicamente si chiama “reference”. Si cercano persone che realizzano opere vicine al proprio stile e si cerca di vedere come hanno utilizzato un colore, una tecnica, studiare queste opere per vedere come hanno risolto certe esigenze e poi estrapolare queste informazioni ed adattarle al proprio stile e punto di vista. Sto puntando tutto sul digitale: in futuro mi piacerebbe creare opere che non stiano su un supporto fisico tradizionale come la tela o la carta ma sullo schermo. Creare dei quadri digitali con schermi che le persone si possono “portare a casa” come se fossero dipinti. Ci sono già artisti che si muovono in questa direzione, che utilizzano questo supporto e creano “quadri animati” digitali e ambisco in futuro ad intraprendere questa strada del totalmente digitale oltre che a diventare animatore.
C’è qualcosa, dal punto di vista artistico, alla quale non rinunceresti mai?
Mi metto a disegnare appena ho tempo, ovunque… ed anche quando non mi riesce perfettamente quello che ho in mente, continuo fino a quando raggiungo l’obiettivo. La risposta alla tua domanda forse è l’apprendimento misto a curiosità. Bisogna sempre essere curiosi, cercare di imparare qualcosa di nuovo e rimanere aggiornati. Tutto è rinunciabile tranne la curiosità, la molla che fa scattare l’azione. L’occhio deve essere curioso, deve cercare nuove cose e nuove vie…
Fai parte della Cia… non i servizi segreti ma l’associazione C.I.A. Comics, Illustration and Arts che ha sede a Canelli e che collabora con i progetti in mostra alla galleria d’arte Fuoco e Colore…
Sono socio da poco prima della pandemia ma qui ho trovato una seconda casa, avevo la necessità di trovare delle persone che fossero al di fuori dell’ambiente di studio con cui parlare di arte, anche in modo più professionale. La cosa più bella della C.I.A., oltre al nome, è che siamo persone con professionalità e stili differenti: Gigi è un fumettista, Barbara dipinge su ceramica ad esempio… Ad una delle ultime riunioni ho chiesto a Gigi una curiosità tecnica sul fumetto che poteva combaciare con una curiosità tecnica sul cinema e da lì è iniziata una lunga discussione. Impariamo tantissimo dallo scambio con gli altri e dalla collaborazione.
Attualmente alla Fuoco e Colore stai facendo il bis: il primo progetto è “Un lunedì d’agente” un workshop dedicato agli amanti del cinema… ce ne vuoi parlare?
Da pochi anni al liceo artistico di Asti è nato un corso dedicato alla regia, quando lo frequentavo io non c’era ancora questo indirizzo. Da qui è nata l’idea di creare un qualcosa di più tecnico, che potesse incuriosire gli appassionati di cinema ed animazione, che fosse spostato su Canelli. “Un lunedì d’agente” vuole avvicinare coloro che guardano film, serie tv e animazione che hanno la voglia di capire “il dietro le quinte”. Sarà diviso in una parte più teorica di regia e una parte pratica di disegno e voglio che sia improntato sul dialogo: domande e curiosità sono ben accette, voglio creare un dibattito e, perché no, imparare da questa esperienza.
Insieme a questo workshop c’è anche “Latitante”, la tua personale che inaugura ufficialmente sabato 30 aprile… ci puoi dare qualche anticipazione? Come mai hai deciso di chiamare la tua personale in questo modo? Ti senti un po’ “latitante”?
La personale sarà strutturata in due sezioni: la prima con le stampe dei miei lavori digitali mentre la seconda con i proiettori che mostreranno due animazioni. Il titolo è stato scelto non tanto per una latitanza fisica ma per una condizione mia di carattere e mentale: scappare, viaggiare con l’immaginazione, rifugiarmi nei mondi che creo e ritornare a scappare, a vedere il mondo là fuori. Pur avendo 24 anni ho fatto molte belle esperienze lavorative, di studio e personali ed i personaggi fantastici che creo in fondo sono le cose che ho visto e le persone che ho conosciuto ma rivisti dalla mia mente “latitante”. Voglio infine aggiungere un ringraziamento ad amici e familiari ma soprattutto a Stefano e Barbara (Stefano Sibona e Barbara Brunettini n.d.r.) che si fanno sempre in quattro per aiutare noi giovani nella creazione di questi bellissimi percorsi artistici e da artisti.
Lupo vi aspetta all’inaugurazione della sua personale “Latitante” sabato 30 aprile dalle 16 alle 20. La mostra rimarrà aperta fino all’8 maggio il mercoledì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 16 alle 19.
Il workshop “Un lunedì d’agente” sarà articolato in 6 lezioni (età minima consigliata 13 anni). Per maggiori informazioni e per prenotazioni telefonare ai numeri: 3421802393 – 3451777208.

27/04/2022

Paola Doria

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