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Giornale on line registrato al Tribunale di Pavia n. 2/2016

Il futuro dello Spazio X e delle paillettes

Foto Il futuro dello Spazio X e delle paillettes

OPINIONI

Le paillettes sono sempre state sottovalutate. Considerate le parenti povere dei cristalli, vengono pensate come abbordabili lamelle di plastica metallizzata che fanno brillare un po’ anche i vestiti più economici. Ma nonostante il loro essere “cenerentole” queste piccoline hanno fatto la storia della moda e non solo. È un dragosauro (a metà tra il drago e il dinosauro) sberluccicoso di paillettes quello che è andato in orbita con i due astronauti della Crew Dragon della Space X, una mascotte presa magari un po’ a casaccio ma che diventerà presto un feticcio, un simbolo di una nuova era. Una nuova epoca per un’umanità forse migliore, dove prevale la voglia di conoscere e l’intelligenza invece dell’odio in ogni sua forma. Un sogno divenuto realtà, creato dalla mente di un sognatore, la rivincita di un ragazzino che amava leggere storie fantastiche contro gli stupidi che lo bullizzavano. Se noi oggi paghiamo in un click i nostri acquisti online (PayPal) lo dobbiamo a questo ragazzino. Cosa ci aspetta adesso? Il sogno più lontano è il Pianeta Rosso ma prima la Luna. Si, cara Luna, of course we still love you, ci rincontreremo molto presto e potremo presto vedere se ci sono ancora quelle iniziali, di quella bambina di nome Tracy che era così speciale da meritarsi un posticino unico nell’Universo e nel cuore del suo pap, che invece di nome faceva Gene Cernan. Un sogno, quello dello spazio, che è sempre più caro (non solo in termini economici) perché ci riconnette alla nostra storia, perché fatto di atomi e molecole, molto simili a quelle che ci compongono e che un domani ci riporteranno nel posto da cui proviene la Vita. Uno sguardo nel nostro passato proteso verso il domani. Siamo un granellino, un puntino infinitesimale nell’esistenza dell’Universo ma questo granellino può fare la differenza. E ieri sera è stata una prova. Tra qualche decennio potremmo dire che c’era qualcuno che credeva nella luce blu che emanavano le stelle, il futuro dall’assordante silenzio dello spazio che aspettava di essere riscoperto e che avanzava verso di noi avvolgendoci con il suo mantello puntinato. C’era sfuggito una volta ma non importa, dopo anni quello spazio è stato recuperato: c’era stato un presente dove allungavamo a più non posso le braccia per avvicinare a noi queste nuove mete. E potremo ancora allungarle quelle braccia… Così fluttuiamo navicelle in assenza di gravità, risospinti senza sosta verso il luogo da dove siamo venuti, conquistando nuove mete una paillette alla volta.

31/05/2020

Paola Doria

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