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Giornale on line registrato al Tribunale di Pavia n. 2/2016

I Preraffaelliti in mostra a Palazzo Reale

Foto I Preraffaelliti in mostra a Palazzo Reale

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Londra, metà dell’Ottocento. Il Tamigi vomita battelli a vapore e navi mercantili provenienti da tutto il mondo. Per le strade si accalcano migliaia di persone per lo più poveri che si inventano ogni giorno un modo diverso per sbarcare il lunario e ogni tanto risuona nel silenzioso frastuono il tintinnio di qualche penny lasciato da un presunto generoso aristocratico intento a raggiungere in fretta la sua carrozza per non mescolarsi a quei pidocchiosi esseri. L’aria respira carbone, lo stesso utilizzato per alimentare le fabbriche che crescono nella metropoli come tumori. La vita degli esseri di questa città sta cambiando radicalmente: il modo di concepire la ricchezza e di utilizzare il denaro, la libertà e le convenzioni sociali. Uomini e donne di ogni dove aspirano a vivere in quell’angusto posto perché lì sta succedendo qualcosa che può alterare per sempre il mondo. E in questo clima di rinnovamento anche l’arte deve fare la sua parte. Ma la rivoluzione, come sempre avviene, non giunge dagli “arrivati”. È una rivoluzione dal basso, di giovani studenti con mezzi barcamenanti, i Preraffaelliti, per nulla considerati dalle polverose schiere accademiche e considerati come poco di buono che non andranno molto lontano con la loro sgangherata arte. Tra le fila di questa Confraternita vi sono William Hunt, appartenente alla classe proletaria, John Everett Millais, figlio di ricchi commercianti tessili e Dante Gabriel Rossetti con la sorella Christina, nati da un poetastro italiano fuggito in Gran Bretagna e dalla sorella di quel medico, John Polidori, che aveva l’hobby della scrittura e che con il suo “Il Vampiro” lanciò un certo filone letterario. Il loro nome deriva da Raffaello Sanzio: il colpevole che ha inquinato l’arte sacrificando la realtà per un mondo ideale, perfetto che non ha punti di contatto con il vero. Per sottolineare questa rottura si avvicinano con ardore e notevole capacità tecnica a tematiche bibliche, medioevali, a Shakespeare e a Dante senza però dimenticare il presente. Il tema del flusso dei popoli, dell’emigrazione e dell’immigrazione dopo l’addio al loro amico, Thomas Woolner, scultore emigrato in Australia. Per non dimenticare, ad esempio, le questioni morali: “Il risveglio della coscienza” di Hunt. L’astro guida del movimento era Rossetti, di cui abbiamo una fotografia scattata in età adulta da quel Lewis Carroll che viaggiò attraverso lo specchio con Alice. All’interno delle sue opere vi è la passione ma sempre coperta da un’aria malinconica che hanno tutti i suoi lavori, specie quelli di piccole dimensioni, dove si esprimeva al meglio. Il fil rouge nel vero senso della parola era la sua Musa ispiratrice, dai lunghi capelli che formavano onde di un particolare rosso Tiziano, prima incarnatasi nella moglie Elizabeth Siddal, donna dolce ma cagionevole di salute e morta per una eccessiva dose di laudano, e poi nelle sue diverse amanti che però riconducono sempre al medesimo archetipo femminile. Questi giovani, a distanza di 170 anni e più dalla formazione della loro Confraternita, sono ancora “sul pezzo” e fonte d’ispirazione per quelle oniriche atmosfere dai toni sfumati dove nulla è definito ma è tutto un continuum spazio temporale. Avvolge il gesto dell’artista una nuova intimità psicologica: il rappresentato diventa parte del rappresentante attraverso l’uso della luce naturale e di una tavolozza completamente stravolta rispetto agli accademici diktat del chiaroscuro. Perché loro sono già stati qui, quando o come non si sa, conoscono quell’erba davanti alla porta, quel dolce e intenso odore, quel rumore sospirante , quelle luci attorno alla costa… e la rappresentano per come la ricordano. Lo splendore della Confraternita preraffaellita rivive a Milano, a Palazzo Reale nella mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” dal 19 giugno al 3 ottobre, realizzata da “Cultura Gruppo 24 Ore” con capolavori provenienti dalla Tate di Londra. La mostra si divide in più sezioni, per esplorare nell’intimo il mondo e le tematiche dei Preraffaelliti. Tra le varie tematiche sfiorate dalla mostra il Medioevo nella sua accezione moderna, i pittori che sono anche poeti (come Dante Gabriel Rossetti e la sorella), la fedeltà alla natura, la vita moderna e la patria, l’amore romantico e il mito. La mostra propone anche un percorso alternativo con la presenza di tableaux vivants: l’arte preraffaellita si incarnerà sul palcoscenico per trasformarsi in una rappresentazione teatrale. Infine, in attesa di vedere la mostra, potete scoprire il mondo dei Preraffaelliti attraverso una serie tv. Vi consiglio “Disperatamente romantici” in sei puntate da un’ora l’una, realizzata qualche anno fa dalla BBC e racconta, in maniera un po’ romanzata, la nascita della Confraternita, l’amicizia tra i suoi fondatori e il confronto con la critica coeva. “Il mio nome è Sarebbe Potuto Essere, mi chiamo anche Non Più, Troppo Tardi, Addio”. (Dante Gabriel Rossetti)

30/08/2019

Paola Doria

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