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LOREDANA BERARDI: "da bambina per più di dieci anni nel carcere di massima sicurezza di Novara"

Foto LOREDANA BERARDI:

INTERVISTE

Una bambina di sei anni che vuole solo giocare e stare con i suoi coetanei che è costretta a vivere in un carcere di massima sicurezza per più di dieci anni. Libera ma prigioniera. Questa è la storia di Loredana Berardi, scrittrice novarese, già alla sua terza opera che, nel suo ultimo libro “Dentro l’oscurità” (ed. Gruppo Albatros- Il Filo di Roma) racconta la sua infanzia ed adolescenza in questo libro autobiografico dedicato alla figura di sua mamma.
Loredana, ci vuoi raccontare brevemente qual è stata la tua esperienza, che racconti in maniera dettagliata nel tuo ultimo libro?
Sono entrata nel carcere di massima sicurezza di Novara che avevo sei anni e ne sono uscita a diciassette quando mio padre è andato in pensione. Sono stati anni molto brutti, difficili e di solitudine. Uscivo solo per andare a scuola alla mattina, sempre accompagnata dalle guardie, perché mio padre aveva subito delle minacce ed era sotto scorta, tutte cose che documento all’interno del libro. Le mie uscite erano limitate alla scuola poi rientravo a casa e non ne uscivo più fino al giorno dopo in quanto la casa del direttore del carcere all’epoca era all’interno del carcere stesso a differenza di oggi. Ho passato in solitudine gli anni più belli, quelli che si dovrebbero vivere con i coetanei ridendo e scherzando, mentre io li ho vissuti con unica mia compagnia quella della mia famiglia, soprattutto mia madre che è una delle figure fondamentali della mia vita. Anni vissuti nella paura, mi sentivo pure io una carcerata senza aver commesso niente, purtroppo quello era il mestiere di mio papà. Per uscire al di fuori della struttura io dovevo passare per forza davanti ai Carabinieri: da casa se mi affacciavo da una parte vedevo le guardie e qualche detenuto che faceva lavori all’esterno o nel giardino e dall’altra parte i Carabinieri. Uno scenario bruttissimo, oggi rido perché ho superato il trauma ma è stato davvero difficile.
Cosa faceva la piccola Loredana per superare queste difficoltà, come cercava di “evadere”?
Guardavo principalmente la televisione: allora c’era “Bim Bum Bam” per i bambini oppure tanti telefilm come “Hazard”, “Dallas”, “La famiglia Bradford”, mi sono fatta una scorpacciata soprattutto dei telefilm che trasmettevano all’epoca. Poi sentivo tantissima musica che riusciva a farmi allontanare con la mente dal posto dove stavo vivendo e poi scrivevo dei pensieri, i miei desideri, la mia vita al di fuori di quelle mura: questo era il mezzo con cui riuscivo ad esprimere meglio le mie emozioni essendo una bambina introversa che parlava poco.
La passione per la scrittura quindi è nata in quegli anni…
La scrittura all’inizio era una distrazione per allontanarmi il più possibile dalla realtà che in quel momento mi maltrattava, così mi rifugiavo nella scrittura. Poi dopo anni ho deciso di riavvicinarmi a quel mondo e raccontare la mia storia. La mia prima opera è stata “Un angelo accanto” ed è autobiografico. Racconto in maniera magica, così lo hanno definito i miei lettori, la mia esperienza con gli angeli custodi. Avendo avuto una vita molto travagliata ho sempre sentito la presenza di qualcuno accanto a me che mi incoraggiasse e mi aiutasse a superare le difficoltà. Ho voluto raccontare tutto questo sotto forma di diario. Nel 2015, invece, ho pubblicato il mio secondo romanzo “La tempesta dell’anima” che ho presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ad oggi il mio primo libro è arrivato alla quarta ristampa ed è diventato libro di lettura nella biblioteca ospedaliera e comunale di Novara dove risiedo. Ha raggiunto dei traguardi inaspettati per me e so che ha regalato molte emozioni ai miei lettori.
Invece “Dentro l’oscurità”, il tuo terzo libro, è dedicato a Tua madre, scomparsa nel 2017…
Mia madre era la mia colonna portante infatti sottolineo nel libro che qualunque cosa, qualunque momento lo condividevo con mia mamma che era sempre presente per me. È stata una donna meravigliosa che mi ha cresciuto con dei valori importanti e se sono diventata la donna che sono lo devo a lei senz’altro.
A diciott’anni capita però qualcosa che sconvolge nuovamente la Tua vita…
Ho scoperto a quell’età che mia mamma non era la mia madre naturale. In quel periodo aiutavo mio padre, che una volta andato in pensione aveva aperto un’agenzia investigativa. Sentivo questa donna che telefonava spesso e chiedeva di mio padre e mi era rimasta impressa la sua voce. Un giorno chiama, mio padre non c’era, ha iniziato a parlare con me prima chiedendomi se ero Loredana e facendomi via via domande più precise. Mi disse che conobbe i miei nonni e le mie zie ed alla fine di questa lunga telefonata mi chiese se sapessi chi fosse. Al mio no disse che era la mia vera mamma. In quel momento il mio cuore si è fermato e ripensare ancora oggi a quella situazione mi agita perché il trauma di ricevere una notizia del genere in quel modo ti rimane sempre addosso. In un secondo momento ho voluto conoscerla, mi disse che non poteva tenermi però dopo un periodo in cui ci siamo sentite per me era comunque un’estranea e provavo molta rabbia per questa donna che mi ha cercato dopo così tanti anni. Avrei preferito non sapere la verità. Lei voleva recuperare il rapporto ma sono io che non ho voluto perché per me era una sconosciuta, tutt’oggi non la sento e non la vedo. Mia mamma è quella che purtroppo è scomparsa nel 2017, lei è stata importante per me perché non mi ha mai fatto sospettare nulla, dandomi un amore indescrivibile e solo a lei potevo dedicare quest’opera e sono convinta che oggi sia lei il mio angelo più bello che mi sta sempre accanto.
Dopo l’esperienza nel carcere di massima sicurezza di Novara decide di abitare a Novara che tutt’ora è la sua città…
È una città bella e tranquilla e non avendola vissuta per anni, uscita dall’esperienza del carcere mi sono riappropriata della mia vita e anche della mia città. Non avendola mai vista nel particolare non l’ho mai sentita come mia e poi girandola e conoscendola mi sono affezionata ad essa.
Potete trovare il libro scritto da Loredana Berardi “Dentro l’oscurità” online e nelle librerie. Voglio augurare a Loredana, con tutto il mio cuore, fortuna, serenità e che si realizzino tutti i suoi desideri. I fiori più belli spesso nascono da terreni impervi e lei sicuramente ne è un esempio.

17/01/2019

Paola Doria

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