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Paolo Marchesi. la passione per le scatole di latta

Foto Paolo Marchesi. la passione per le scatole di latta

INTERVISTE

Se si resta fermi si è perduti. Questo perché l’uomo è fatto per ricercare. per esplorare. per vivere il cambiamento ogni giorno. per accrescere la sua conoscenza. Il concetto non è applicabile solo nella vita ma anche nelle proprie passioni: ricerca. curiosità e una buona dose di sacrificio portano sempre a dei risultati. Ne sa qualcosa Paolo Marchesi. uno dei collezionisti più importanti di scatole di latta di una volta e di oggettistica legata alla birra italiana (rigorosamente fino agli anni Cinquanta) sicuramente della zona e forse anche di tutto il Nord Italia. Paolo abita a Vigevano e tutto il suo tempo libero lo dedica con impegno alla sua passione. “Ogni giorno – afferma – mi sveglio un paio d’ore prima di andare a lavorare e faccio ricerca su internet poi nei fine settimana giro per i mercatini di tutto il Nord Italia alla ricerca di nuovi pezzi per arricchire la mia collezione. Nei giorni in cui c’è il mercatino mi alzo alle due o alle tre di notte per poter essere sul posto prima di altri e accaparrarmi i pezzi migliori. Addirittura... quando il mercatino è molto vasto come quello di Gambettola che ha più di 1500 espositori giro inizialmente con una torcia militare e una bicicletta pieghevole per essere veloce negli spostamenti ed andare in poco tempo tra i banchi che hanno merce per me interessante”. Paolo non ha iniziato la sua collezione con le scatole di latta. Il primo amore è la birra. Da ragazzo ha iniziato a collezionare bottiglie di birra dal mondo che conserva ancora oggi in un’ala della sua abitazione. la sua “Casa della Birra”. “Una volta sono andato in Germania – racconta - in macchina e sono tornato con più di 700 bottiglie diverse per la collezione. Dopo averne accumulate circa 8000 mi sono reso conto che quella sarebbe stata una collezione infinita e quindi ho deciso in un secondo momento di concentrarmi sul materiale relativo alle birre italiane fino agli anni Cinquanta”. La prima passione è stata la birra italiana e gli oggetti ad essa legati. oggetti che ha reperito inizialmente nei mercatini dell’antiquariato. “Li frequento – conferma – dal 1996 e in varie parti d’Italia ho preso buona parte della mia collezione. Conoscendo altri collezionisti sempre nel campo birraio ho cominciato a cercare oggetti come targhe. bicchieri. tutti rigorosamente vecchi e in ottime condizioni. Ero alla continua ricerca di oggetti importanti legati alla birra e ho trovato dei pezzi davvero rari e poi ho cominciato a diventare sempre più esperto ed andare alla ricerca del pezzo sempre più difficile da trovare”. Ogni volta che si raggiunge un traguardo l’asticella delle aspettative e dei desideri si alza... “La birra italiana è tutt’ora il mio campo di indagine principale – ribadisce – L’interesse per le scatole di latta è nato acquistandole per conto di altri amici insieme all’oggettistica pubblicitaria italiana fino a che le scatole. visto il grosso collezionismo e il fascino estetico che hanno. mi hanno appassionato talmente tanto che ho iniziato a consultare ed acquistare anche libri del settore. vedendo delle cose davvero spettacolari che mi hanno invogliato sempre più a cercarle per introdurle nella mia collezione. Arrivi pian piano ad ambire sempre il massimo ed il meglio con grandi sacrifici. spese. ogni situazione climatica possibile. stanchezza. Per andare ai mercatini. non mi ferma niente. vado anche con la neve e faccio “vacanza” solo il fine settimana di Natale. Domenica di Pasqua per esempio sono andato a Borgo d’Ale che rimane uno dei mercatini più belli della zona e a Ferragosto ci sono Ovada e Castelleone”. Paolo può davvero fare da guida a tutti i mercatini d’Italia dalla Val d’Aosta all’Emilia Romagna. lui li ha visti davvero tutti. “Oltre ai mercatini – conferma – vado anche a tutti gli appuntamenti di settore ed il più importante è senza dubbio il Mercante in Fiera di Parma e alcuni “cambi e scambi”. I miei top mercatini però sono Piazzola sul Brenta. Cherasco. Gonzaga. i Navigli di Milano e quelli che sono occasionali come Gambettola vicino a Cesena”. Una collezione con numeri da capogiro: 200 scatole di latta. 800 bottiglie di birra. 100 targhe. 100 casse. 100 apribottiglie antichi legati alle birre italiane. 600 boccali delle varie edizioni dell’Oktober Fest. una trentina di calendari perpetui e altrettante bottiglie di selz per birra. Al suo interno non mancano pezzi di storia locale come moltissimo materiale della Peroni (nata a Vigevano) come casse. insegne. bottiglie e calendari perpetui e alcune scatole di latta storiche della ditta Portmoka. vigevanese di nascita e da sempre nel commercio del caffè. “Di lomellino – afferma – possiedo anche qualcosa di San Vico di Cassolnovo e di Guglielmoni di Mortara. Prossimamente incontrerò la proprietà della Portmoka per mostrare le mie latte da collezione della loro azienda e loro mi mostreranno le loro. uno scambio di conoscenze anche per arricchire il mio background sulla storia di questi oggetti”. Paolo Marchesi nella sua vasta collezione ha solo pezzi in ottime condizioni per una scelta del tutto personale. “Quando torno dal mercatino – spiega – pulisco gli oggetti. li fotografo e li catalogo. Ogni tanto qualche pezzo ha necessità di un piccolo restauro ma in genere preferisco spendere qualcosa in più o aspettare piuttosto che acquistare un oggetto che non è in buone condizioni perché spesso restaurare queste latte è davvero difficile e. a mio parere. se si interviene troppo si rischia di snaturare l’oggetto. Una scatola che ha più di 100 anni deve essere in buone condizioni ma non si può pretendere che non abbia segni del tempo. è impossibile. Spesso le latte che ho in ottime condizioni si sono “salvate” dall’usura perché le nonne le usavano per il cucito o per riporre delle cose e quindi non sono state maltrattate. Una addirittura proviene da un convento in cui le suore ci mettevano spolette e forbici”. Il pezzo più piccolo della collezione di Paolo è di soli pochi centimetri: “è in condizioni buonissime perché. mi hanno spiegato. veniva utilizzata per riporre gli aghi da cucito ma queste latte di piccole dimensioni spesso possono arrivare a costare molto perché è più facile che con il tempo si perdessero o venissero buttate perché meno utili una volta terminato il loro scopo primario. Un altro pezzo importante della mia collezione che ci ho messo davvero molto per trovarlo è stato il fusto della Zeda illustrato da Dudovich. Tra le più vecchie c’è una scatola di latta di piccole dimensioni della Lazzaroni quando era ancora metà inglese e metà italiana decorata con gli sport tipici britannici e una battuta di caccia”. Paolo è molto attivo sui social network attraverso il suo profilo personale e come iscritto in gruppi di collezionismo di settore. “Mi piace pubblicare su Facebook la mia collezione – afferma – I miei post consistono in foto di scatole legati ad un periodo o ad una azienda e un piccolo racconto della storia di queste ditte. Questo non lo faccio per vantarmi ma per essere utile ad altri che sono appassionati come me del settore ma che hanno appena iniziato a collezionare o non hanno i miei stessi oggetti. La rete oggi è un grande centro di incontro tra collezionisti per scambiarsi pareri e opinioni ma anche per scambiare oggetti che spesso si ha già in collezione”. Sicuramente quella di Paolo Marchesi è una collezione con pezzi di una storia della grafica e del paleo design che è difficile vedere tutti i giorni e questa chiacchierata sicuramente conferma una cosa: qualunque cosa appassioni bisogna seguirla con dedizione e voglia di scoprire sempre qualcosa di nuovo. Perché in fondo. una vita senza ricerca del bello e di quello che ci fa sentire vivi. non è degna di essere vissuta.

30/09/2018

Paola Doria

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