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Giornale on line registrato al Tribunale di Pavia n. 2/2016

Incontro ravvicinato con Agostino Arrivabene

Foto Incontro ravvicinato con Agostino Arrivabene

INTERVISTE

Agostino Arrivabene nasce a Rivolta d’Adda (Cremona) nel 1967. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e gira per tutta Europa per vedere dal vivo le opere dei grandi maestri come Leonardo. Duerer. Van Eyck e Rembrandt nei più importanti musei. È questo il punto di partenza di Agostino Arrivabene e della sua ricerca volta al recupero di tecniche e tematiche legate all’antichità ed oggi in disuso. L’arte del passato vista come linguaggio che si ibrida con la modernità. creando uno stile personale ed unico nel suo genere. Agostino Arrivabene predilige la tecnica della pittura ad olio e mira anche attraverso i colori (preparati artigianalmente come gli antichi Maestri) a ridare il senso del dettaglio. dell’accumulo delle piccole cose. un dettaglio a cui non siamo più abituati. Il nostro occhio ogni giorno è bombardato da immagini il cui ricordo svanisce in un attimo. L’opulenza dei dipinti di Arrivabene vuole. invece. abituare nuovamente il nostro occhio moderno al dettaglio come sinonimo di ricchezza di significato. come capacità tecnica e come elemento che scongiura l’aristotelico horror vacui. Le opere di Agostino Arrivabene possono essere ammirate nella personale “Vesperbild” dal 23 maggio al 26 luglio presso la Galleria Giovanni Bonnelli di Milano. Con l’Impressionismo e la rivoluzione del colore nel “tubetto” nasce un nuovo modo di vivere l’arte. Viene abbandonato lo studio e l’artista esplora il mondo. Il Tuo percorso invece riporta all’atelier: la tranquillità dello studio racchiude nel suo silenzio colorato l’artista. Oggi l’arte di rottura è quella che ritorna alle sue origini... Oggi non si può pensare ad un ritorno allo studio. dopo le perlustrazioni nel paesaggio degli impressionisti o dei viaggiatori del grand tour. come se fosse un ritorno alla clausura esclusiva delle botteghe rinascimentali o barocche in cui tutto lo spazio della fucina dell’artista-alchimista processava solo ed esclusivamente al suo interno. Certamente il raffronto con la realtà avviene a volte ma è fondamentale il dialogo con il mondo internet ora . L'artista ha la possibilità di affacciarsi direttamente dal suo studio su un caleidoscopio di possibilità direi infinite dove una bulimica ingordigia all’immagine ed ai mezzi e ai linguaggi più diversificati permette di macerare ad ogni creativo nuove possibilità espressive. il mondo virtuale ha permesso molte possibilità e con internet e i suoi infiniti cataloghi dove le immagini si raccolgono e si sedimentano si è arrivati ad un punto di nausea e forti indigestioni sull'immagine.? Il contatto diretto con il mondo da parte dell’artista impressionista o romantico. ma prima ancora nel tardo Settecento con i paesaggisti inglesi che accorrevano nelle vastità incontaminate e selvagge della Scozia o dell’Inghilterra più desolata alla scoperta di luoghi edenici. aveva in sé il bisogno di scoprire il sublime ed accorato dialogo tra l’uomo e il mistero della creazione. il desiderio di scoprire la bellezza nel paesaggio era necessaria. Ora invece tutto si addensa in uno schermo di pochi pollici o addirittura su uno smartphone . Eppur il mezzo tecnologico rende freddo e distaccato il contatto con l'immagine reale. e per pochi questo tramite diventa solo una scorciatoia per raggiungere orizzonti ben più ampi. nel mio caso il mondo virtuale di internet diventa una sorta di data-base dove bai-passare la fatica di raggiungere un immagine. se pensiamo che Albrecht Duerer in pieno Rinascimento. nella sua vita compie diversi viaggi dalla Germania all'Italia per raffinare il suo linguaggio pittorico attraverso il contatto diretto con la pittura veneta e italiana in genere. ed invece ora noi rischiamo il paradosso di poter raggiungere nuove linee e traiettorie espressive. nuove lisergiche prospettive. che ampliano il nostro sguardo certamente. ma con il rischio di perdere la fatica e la poetica. nonché ansia del viaggio per raggiungere uno scopo o una scoperta. Il virtuale ha rotto il piacere della scoperta dell'apparizione diretta con le immagini o i luoghi. Questa è l'epoca più rivoluzionaria della scoperta visiva dell' occhio che accorica il sapere attraverso la lettura di testi che prima avremmo dovuto impiegare viaggi eterni per poter scoprire . Il rischio è ?una sorta di apatia all'immagine una sorta di anestetizzazione dei sentimenti e delle emozioni dovuto al desiderio di fagocitare sempre più nuove immagini che sostituiscano le precedenti .?Questo è il nostro unico e più assurdo rischio. Il gesto pittorico nel tuo caso non è solo quello impresso sulla tela o sulla tavola ma è anche quello di prepararsi ad affrontare l’azione. Ti prepari i colori come una volta e questo crea una sorta di ritualismo. una serie di azioni scandite...? In effetti ho guardato nei miei anni passati sin dal tempo della scuola ai rituali e processi complessi di edificazione delle immagini. le loro fasi segrete che trapelavano da una vasta bibliografia e manualistica antica e non solo mi ha permesso di verificare i procedimenti esecutivi che avvenivano negli atelier del passato . la sperimentazione ed il rischio di affrontare materiali inusitati attualmente mi ha permesso di riscoprire umori. profumi texture. concrezioni e materie tipiche della pittura di tutto il passato della nostra intera storia dell’arte. la stesura della foglia d' oro è un rituale quasi alchemico mosso da gestualità che devono andare in sincronia addirittura con il tempo e l'umidita dell’atmosfera. l’assenza di polvere e aria molesta pone il doratore nella condizione di sentirsi il sacerdote di una manifattura che avvicina l’occhio ad una dimensione divina . L'oro è lo specchio dove annegare lo sguardo alla ricerca del mistero e di una dimensione sacra che rinnova lo spirito di chi guarda. Raggiungere una simile ritualità rallenta il lavoro nello studio e ci riporta a tempi umani in cui la sedimentazione dei materiali va in contrasto e stride nello stesso istante con quella finestra assurda che è il mondo web. Cosi come la ricerca di rarissimi o banalissimi pigmenti ma ricostituiti sotto la costante e lenta pressione di un macinello in porfido o in vetro dove si addensa un colore grasso e mieloso. forse anche simile alla consistenza della bava di lumaca grazie ad olii trasformati da processi lentissimi che li rendono puri e siccativi. rendendo il colore vitreo e smaltato. perfetto e stabile nel tempo. L'ignoranza della maggior parte di chi sceglie la disciplina della pittura è tale oggi che pone lo spettatore poi a non comprendere più tutto quel sapere sedimentato da millenni e perfezionato negli atelier dei maestri del passato. Io non trovo scandaloso riproporre ora nel tempo che definiamo moderno o contemporaneo metodi o gesti o materiali che erano esclusivi di un sapere di secoli fa . Purtroppo con l'industrializzazione e con l'avvento del colore pronto in tubetto si è perso il potere del colore e della sua scoperta attraverso la diretta manipolazione da parte dell'artista o dei suoi aiutanti. anticamente alcuni pigmenti non dovevano nemmeno essere troppo macinati. il rischio era la perdita di brillantezza ed interferenza con la luce da parte di microcristalli dispersi nel legante. ora si cercano miscele assurde che in passato non si utilizzavano. se penso alla tavolozza degli antichi greci che sono stati grandi maestri nel testare il solo utilizzo di tre o quattro colori per raggiungere virtuosismi cromatici e sinfonie cromatiche che difficilmente con una palette dalla gamma copiosa si riesce a rendere tutt'ora. Anticamente bastava il nero e il bianco per poter simulare diverse gamme di azzurri o di blu . Bastava così poco. e il dialogo tra diverse entità cromatiche potevano attivare un chiacchiericcio utile a emozionare un occhio stanco. ?I miei processi esecutivi nel mio studio si avvicinano sempre più alla purezza di un colore sempre più depurato da artifici avvicinandolo ancor più a quell'eleganza delle tavolozze del passato che con pochi accostamenti rendevano atmosfere evanescenti; vedo tutt'ora artisti che usano in modo sconsiderato le diverse nature dei bianchi e dei neri che si trovano nelle botteghe di oggi come fossero equiparati al solo unico bianco e nero . ?Il nero di marte ha un insistenza colorica da ammutolire tutti gli altri neri. ma il suo nero non è poi cosi profondo. la sua natura ferrica non lo rende poi cosi tanto trasparente. ma permette. abbinato ad alcuni bianchi. la scoperta di rarissimi azzurri. inceneriti e vaghissimi. che potrebbero allontanare un cielo eseguito a velature in azzurro di lapislazzuli. ?Il bianco di zinco per esempio alcuni lo usano per creare impasti nell’abbozzo. questo è raccapricciante; perché la sua natura delicata. timida e vaga permette soffusioni nell' atmosfera di un dipinto o la sedimentazione di nebbie delicatissime. e steso in velatura su alcuni colori permette anch'esso la creazione di azzurri delicatissimi. Il nero di vite per esempio molti lo usano in modo sconsiderato. quando in realtà la sua trasparenza permette di rendere profonda ogni mescolanza solo fra colori molto trasparenti o velato e sovrapposto a lacche. il tutto può risolversi con profondità e saturazione. Il bianco di piombo. per esempio. è rarissimo. ha una brillantezza che nemmeno il bianco di titanio può raggiungere. ho visto sui miei stessi dipinti risolvere dei punti di luce grazie al bianco di piombo dove prima c'era sordità. improvvisamente la luce penetrava sulla pelle della pittura.? Oggi molti artisti sono desiderosi di esprimere le proprie idee ma spesso tralasciano l’importanza della tecnica. Che rapporto deve. secondo Te. sussistere oggi tra techne e idea? Io consedero entrambe le realtà come due motori in sincrono nessuno deve escludere l’altro. La tecnica è fondamentale per sostenere una forte immagine ma solo se nata da una potente idea. Vedendo le Tue opere sembra di assistere a un connubio tra l’arte fiamminga e l’arte classica che però creano “altro da sé” perfettamente immerse nel nostro tempo. Qual è il Tuo rapporto con la modernità? L'unico rapporto che ho con la modernità è quello di considerarmi un ponte che lega due sponde opposte tra quella del passato e quella attuale e portando ai miei contemporanei il sapere. la ricercatezza e la raffinatezza esecutiva e poetica e di pensiero abbandonate o mal interpretate e oltre la prospettiva del tempo; il mio compito e risanare questa frattura che pare incolmabile e che in questi anni più recenti molti cialtroni hanno cercato di colmare con sporadici tentativi di imitazione dell'arte antica senza attivare un dialogo intelligente e raggiungendo solamente la dimensione del kitsch o del riciclo efferato di immagini dal repertorio iconografico del passato per cercare di rendere concettoso un linguaggio che comunque palesa una sterilità espressiva madornale . In molte Tue opere viene rappresentato il Mito. Qual è la lezione che noi oggi possiamo imparare attraverso la (ri)lettura del mito? Il mito è stato un linguaggio che ha portato agli occhi dei fedeli una professione religiosa che doveva colmare domande sul mistero dell’esistenza. ma tutte le religioni hanno come base questo mistero. l'identificazione di un creatore o più Dei che danno un significato all' esistenza. Ma il mio vero incontro con il mito è andato di pari passo con la scoperta del pensiero greco e soprattutto con il pensiero tragico di Eschilo. L'Orestea. l'unica trilogia fra le tragedie greche a noi pervenuta integra mi ha cambiato l'esistenza soprattutto per il suo pensiero profondo e determinate. e delle imprese funeste di uomini manovrati da Dei spietati che fan compiere efferatezze per espiare i danni subiti. Questo mi ha posto di fronte agli occhi un pensiero Eschileo . che altro non è che l'inno di Agamennone a Zeus . un vero vessillo del pensiero tragico della grecità che io considero più grande dopo quello che era inciso sul frontone del tempio di apollo a Delfi . To pathei mathos. la verità attraverso la lacerazione. o meglio la conoscenza del mondo attraverso il dolore. In questa massima sta lo spirito del mondo greco in questo io mi ci specchio e con timore reverenziale. e anche nella nostro tempo tale sapienza può educare l'uomo ad uno sguardo più ampio su di se' e sul mondo . Qual è il rapporto di Agostino Arrivabene con il Divino? La bellezza di Dio non è mescolata. è pura. eppure è possibile immaginare per gli esseri celesti forme non sconvenienti prese anche dalle parti più brutte e vili della materia. perchè avendo anche la materia ricevuto esistenza da chi è veramente bello possiede secondo tutta la sua disposizione materiale tracce della bellezza spirituale. da cui si può risalire all'archetipo: all'uno a Dio. al principio. alla causa di ogni sostanza in quanto contiene tutte le cose sovrasostanzialmente come in un abbraccio irrefrenabile . Secondo Te. qual è il significato dell’arte oggi? L’immagine deve rassicurare oppure può divenire per l’artista ma anche per l’osservatore un mezzo di purificazione o. se non arriva a tanto. una via per comprendere e cercare di superare le paure?? Rappresentare un contenuto infinito e cioè un contenuto che resista alla forma che sembra dover spezzare ogni forma possibile. rappresentare un simile contenuto all'interno di una forma compiuta e perfetta. dunque finita . questo è il compito più alto dell'arte.

30/09/2018

Paola Doria

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